DALLA CONSULTA VERSO LA DITTATURA DEL PENSIERO UNICO

“Verso la dittatura del pensiero unico”: questa la prima reazione che mi ha suscitato la lettura della notizia sulla decisione della Corte Costituzionale in merito alla legittimità della legge elettorale.

Il destino del governo degli italiani è stato affidato a 13 signori attempati che non hanno mai vissuto sulla propria pelle una sfida elettorale e che con atteggiamento tipico di don Abbondio hanno operato un minimo ritocco su una legge che, per le sue scelte di fondo, mostrava le medesime illegittimità del Porcellum.

La possibilità che cento deputati siano scelti dalle segreterie di partito resta scolpita nella riforma sulla quale la Consulta ha avuto timore di intervenire, limitandosi a garantire un principio di sorteggio per coloro che saranno eletti su più collegi e che quindi non potranno scegliere quale favorire tra i candidati giunti secondi nella lista di appartenenza.

Poca roba se si considera che il premio di maggioranza, che tanti dubbi e perplessità aveva suscitato, rimane intatto garantendo ad una lista  di governare l’intera nazione senza essere maggioranza nel paese.

Se poi consideriamo che le liste saranno composte prevalentemente da “Yes Man” del Garante del Movimento 5 Stelle e dal monopolio del PD da parte di Renzi, la deriva leaderistica del nostro Paese sara l’unica strada verso il baratro.

Nei miei corsi anticorruzione mi soffermo spesso sulla formula di Klitgaard secondo il quale il rischio di corruzione è determinato dal monopolio del potere e da un’ampia discrezionalità; ed aumenta se non vi è senso di responsabilità. Ora sulla carenza di senso di responsabilità non ci sono dubbi se Renzi ha mollato la guida del governo per ripresentarsi vergine alle prossime elezioni e Beppe Grillo lancia strali nei confronti di tutti ma finora ha mostrato i lati più deteriori della vecchia politica modificando le regole del movimento, privo di democrazia interna, ad uso e consumo degli obiettivi suoi e della Casaleggio Associati. Anche gli altri fattori che aumentano il rischio corruzione mi sembrano ampiamente dimostrati.

Prepariamoci quindi ad una campagna elettorale senza esclusioni di colpi per raggiungere il tesoretto del premio di maggioranza, dove l’unica speranza potrà essere solo un Risorgimento affidato a persone oneste competenti e responsabili. Ma chi è disponibile a mettersi in gioco?

PS: Ringraziamo i giudici costituzionali di aver cassato il ballottaggio quantomeno si eviterà di ricostituire i sensi e buttare al vento milioni di euro.

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