ANCHE OGGI. COSE DA PAZZI.

Credo che la giornata di oggi (ops, ieri) rimarrà per molti anni scolpita nella mia mente e nel mio cuore. D’altronde, mentre entravo in quell’ufficio per me anonimo  in Via Buonarroti n. 51, dopo aver annunciato l’iniziativa che vedete sopra a tutti i miei contatti whatzapp, mi è tornata in mente una scena vissuta il 14 novembre 2015. In quel preciso istante in cui ho ricordato lo sguardo e le parole di Giovanna che sussurrava “Che peccato!” ho capito che è tempo di chiedere perdono ad molte persone. L’umiltà è una qualità imprescindibile in politica, insegnava Don Sturzo ai popolari degli anni ’40. Io non sono affatto umile per indole, gli amici quelli veri sanno che sono anche un pò iroso, ma fortunatamente – senza alcuno sforzo di ipocrisia – sono riuscito a dire ciò che penso col cuore. Nel 2015 ho fatto l’errore di pensare di essere indispensabile e così ho rovinato tutto. Forse oggi Roma non sarebbe in mano ad una banda di incapaci, che non hanno neppure il coraggio delle loro azioni od omissioni (non occorre fare i nomi, li avete scritti nella deliberazione sulla commissione d’inchiesta per l’affrancazione). Oggi, mentre concludevo il mio intervento credo che qualcuno abbia percepito che l’emozione mi stava prendendo. E penso che anche qualcuono si sia emozionato, sebbene si mostri indifferente e scettico per tenere tutti noi coi piedi ben saldi a terra.

[Immagini di repertorio 😀 ]

L’errore principale che ho fatto nel 2015 è stato aver perso il contatto con la realtà. E’ l’errore che oggi hanno fatto alcuni amici. E se sono stato perdonato io, potranno essere perdonati anche loro. Abbiamo davvero poco tempo, meno di due settimane per costruire una storia insieme. Oggi, al secondo incontro della giornata, in Piazza Capranica, ho provato ad esprimere questo concetto: la sovranità è principio cardine ed appartiene al popolo. Ma se da principio di democrazia diventa elemento antropologico, ognuno di noi si fa sovrano delle sue idee, delle persone che lo circondano e delle azioni che sta svolgendo, pronto ad attaccare chiunque oltrepassi i confini della sua sovranità. Occorre rinunciare alla sovranità antropologica; il mio nuovo amico, Peter Capra, che condurrà con me parte del viaggio nel corso di formazione che partirà lunedì mi aiuti a capire se è nuovo conio oppure mi sto appropriando di un termine altrui.  O siamo tutti sovrani o saremo tutti servi di un unico padrone.

Ai nuovi amici che oggi mi hanno sentito parlare, il mio ringraziamento perché so che è da maleducati andarsene. Prometto di non farlo più se e quando ci incontreremo tutti insieme, Domenico con Marco, Simone e Gigi, Cesare e Gustavo, Eligio e Gian Luca, Maristella e Giovanna, Graziella e Mariano, Jessica e Rachele, Ivo e Gianni, etc. Dobbiamo farlo presto. Oggi mi sono permesso di pensare al catering. E’ disponibile per il 27 maggio, spero che le vostre fitte agende, come ormai la mia, siano libere per quel giorno.

Grazie a tutti coloro che oggi hanno mostrato con me una pazienza fuori dal comune!

Per gli amici cattolici, o aspiranti tali ma anche per qualche non credente dubbioso sull’esistenza di Dio, chiedo preghiere per la mia famiglia. Ne abbiamo davvero bisogno perché questo è il terzo tzunami in 5 anni. Abbiamo bisogno della protezione civile e celeste.

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