AMMINISTRATIVE 2017: BREVE ANALISI DEL VOTO

I titoli dei giornali di questa mattina sono eloquenti: il M5S esce sconfitto dalle amministrative 2017, non avendo raggiunto la soglia per il ballottaggio nelle grandi città. Le elezioni amministrative consegnano un quadro confuso, così com’è confuso il panorama nazionale che, anche a seguito delle discussioni sulla legge elettorale delle scorse settimane, lascia il paese nell’incertezza sulla governabilità alle prossime scadenze elettorali.

L’ALLONTANAMENTO DELL’ELETTORE DALLE URNE

Ancora una volta i dati segnano un trend  negativo di partecipazione. La questione è particolarmente grave perché stiamo commentando elezioni comunali. Le polemiche politiche degli ultimi giorni su una incomprensibile legge elettorale e i fenomeni di corruzione che quotidianamente vengono riportati dalla stampa (a Catanzaro in piena campagna elettorale spuntano foto di candidati con boss locali) allontanano i cittadini dalla politica. Non solo dall’impegno attivo, ma addirittura dall’esprimere il proprio consenso o dissenso recandosi al seggio del proprio piccolo comune. Di questo passo il Paese sarà governato da chi raggiungerà il 25% del consenso degli aventi diritto. E’ come se in una famiglia di quattro persone uno solo dei coniugi prendesse le decisioni per tutti!

EFFETTO PARMA E CRISI DI CLASSE DIRIGENTE NEL M5S

La probabile riconferma di Federico Pizzarotti (con il suo 34% contro il 3% il candidato del M5S) dimostra che la strategia di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio non premia nel lungo periodo. E’ stato un errore epurare teste pensanti. L’assenza di una classe dirigente è il problema principale del Movimento che, non volendo mischiare il proprio DNA fondato su una onestà (relativa), rischia di affondare nel confronto competitivo alle prossime elezioni politiche. Per questa ragione  la legge elettorale con il blocco delle preferenze è la soluzione preferita dai grillini che avevano ceduto alle esigenze di riconferme dei deputati del Partito Democratico. In un sistema di libera scelta dei candidati, il M5S può contare solo sul voto di opinione, fino a quando non si aprirà al “mercato” accogliendo contributi anche da coloro che non si riconoscono pienamente nella linea dirigenziale.

L’ECCESSIVO FRAZIONAMENTO DEGLI “ALTRI”

Tutti soddisfatti, anche con lo zero virgola che si moltiplica leggendo i dati “a modo mio” (sorseggiando il noto caffé) senza considerare i valori assoluti. Se si registra la sconfitta del Movimento, anche chi si presentava come alternativa ha raccolto un consenso che non è sufficiente a superare soglie di sbarramento che imporrebbero una condivisione di percorsi. L’individualismo appare  imperante anche nel mondo cattolico. Eppure questo è il momento di mettersi in marcia insieme per l’Italia, per salvare il paese da un declino inevitabile (quello dell’austerity del PD) e dall’assenza di progettualità (quella dell’incompetenza del M5S). Unire le forze. Torna alla mente il tentativo degli ultimi anni fatti anche attraverso questo blog. Vedremo cosa sarà possibile fare nei prossimi mesi.

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