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5 STELLE CADENTI OVVERO UN ASTEROIDE CHE DISTRUGGE MILIONI DI VOTI

Il mio primo contatto con il Movimento 5 Stelle è nato nel dicembre 2013 da un commento  che Daniele Frongia, il quale poi diverrà  Vice Sindaco ed Assessore allo Sport della Giunta Raggi, ha lasciato sul blog del quartiere di Cecchignola Sud.

Più intensi furono i contatti nel 2014  quando proprio  Virginia Raggi mi ha invitato alle riunioni del meet-up romano. Senza successo ho ricambiato l’invito organizzando le  cene dei poteri deboli del laboratorio RICETTEXROMA, tirato su con Rossella Guarino, Sergio Spila, Giuseppe Celano, Massimo Antonini e tanti altri amici. Ricordo anche  nel 2015 che il consigliere Marcello De Vito, ex Presidente dell’Assemblea Capitolina, si è messo a disposizione con un accesso agli atti urgente affinché mi fosse consegnata la registrazione della giornata della trasparenza. con un mio intervento abbastanza duro nei confronti dell’amministrazione di Marino. Era il dicembre 2015 e mi preparavo, per la seconda volta, ad una campagna elettorale cittadina, poi interrotta da vicende familiari.

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RENZI CHI? LA FINE DEL NUOVO CENTRO …

Qualche giorno fa Matteo Renzi ha fatto dichiarazioni da teoria del complotto. Riguardo all’elezione di Elisabetta Belloni a Capo dello Stato ha infatti denunciato che  “Solo in un Paese anti-democratico il capo dei servizi segreti diventa presidente della Repubblica”. Credo che in pochi si fidino di Matteo, il quale si impossessò del PD con una scalata straordinaria che lo portò da Sindaco di Firenze a Presidente del Consiglio dei Ministri nel marzo 2014.

Renzi è una volpe della politica,  sempre attento nella comunicazione come l’altro Matteo. Entrambi hanno scalato la politica italiana ma con ambizioni diverse. Salvini si pone come leader del centrodestra, nonostante la concorrenza di Giorgia Meloni, mentre Renzi confidava – grazie alla legge elettorale proporzionale – di essere ago della bilancia alle prossime elezioni politiche. Continua a leggere

IL BRANCO DEL ROMA VOLLEY FANS CLUB

Da qualche anno ho scoperto una mia antica passione: la pallavolo, uno sport praticato da ragazzo e ripreso solo da qualche tempo giocando in una squadra amatoriale. Per rinfrescarmi gli schemi di gioco, tutt’altro che semplici, ho iniziato così a seguire le partite in tv, prima le gare maschili poi quelle femminili. La pallavolo femminile è molto più divertente in quanto gli scambi durano più a lungo rispetto alle partite di Zaytsev e compagni.

E così che mi sono imbattuto nella Roma Volley che militava nel campionato di serie A2 e che mi ha fatto diventare per la prima volta un tifoso da curva. Infatti, dopo uno straordinario campionato, la società, guidata con passione e capacità da Roberto Mignemi e Pietro Mele, ha raggiunto una storia promozione nel massimo campionato di A1. Nel dicembre scorso i dirigenti mi hanno chiesto di organizzare la tifoseria. Un impegno diventato quasi un lavoro che ha trovato la collaborazione di decine di appassionati. Continua a leggere

ELEZIONE DI MATTARELLA: W LA COSTITUZIONE!

 
L’elezione del secondo mandato al medesimo Presidente, per la seconda volta, dimostra che in Italia da tempo ci sono due Carte costituzionali.
 
Una Costituzione “sostanziale” ed una “formale”. La prima prevale sulla seconda, cioè su quella che fu il risultato del sacrificio umano, politico e spirituale dei nostri padri fondatori. Tutti i politici si richiamano alla Costituzione “formale”, ma poi al dunque applicano quella “sostanziale”. Si tratta di un patto segreto, in cui non vi è traccia dei diritti e libertà fondamentali e dove le regole per l’attribuzione dei ruoli non si fondano sul merito e sul lavoro.
 
Tuttavia un altro dato emerge chiaro dalla votazione: dovevano esserci 1.009 grandi elettori ma Mattarella è stato votato solo da 983 presenti, ottenendo il 759 voti pari al 75,2%. Difficile dire perché 26 aventi diritto al voto erano assenti in un momento così delicato per le sorti del paese. Più facile comprendere però che Mattarella non ha avuto la fiducia di 250 uomini politici (deputati, senatori ed altri grandi elettori).

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UNA SCHEDA BIANCA PER L’ELEZIONE DEL CAPO DELLO STATO

A breve ci saranno le elezioni del Capo dello stato, in un momento in cui è sotto gli occhi di tutti che le restrizioni della pandemia stanno limitando ancor di più del 2020 le libertà ed i diritti costituzionali e che il malessere è diffuso nel popolo italiano. Inutile star qui ad interpretare i fatti del passato. Ciò che è stato, è stato.

I parlamentari italiani avranno una grande responsabilità nel votare il successore di Mattarella, un nuovo presidente della Repubblica che deve rappresentare il popolo ed essere garante della Costituzione.

Ai politici che tanto dicono di amare la nostra patria suggerisco di votare scheda bianca. E’ vero, il bianco è il colore della resa, la famosa bandiera bianca. Ma è anche il colore della possibilità di cambiare. Non si dice infatti: hai carta bianca?

Sulla carta bianca di può scrivere un nuovo nome, una nuova storia. Lasciate che lo indichi il popolo italiano.

GOVERNO DRAGHI AL VIA: ASPETTIAMO IL PROGRAMMA

Il Governo a guida Mario Draghi ha giurato e nelle prossime ore si presenterà alle Camere per ottenere la fiducia del Parlamento. Si tratta di una vittoria del Presidente della Repubblica il quale, ancora una volta pur di non consegnare la parola al popolo, è riuscito a mettere d’accordo tutti. Una capacità che in politica è ormai rara e che certamente è stata acquisita nella sua militanza nella Democrazia Cristiana. In effetti, l’ampia maggioranza che sostiene questo nuovo Governo della XVIII legislatura assomiglia molto al Pentapartito che negli anni ’80 ha gestito il potere in Italia.

All’epoca, Democrazia Cristiana, Partito Socialista, Partito Socialdemocratico, Partito Repubblicano e Partito Liberale presero decisioni molto importanti che hanno cambiato la storia del nostro paese. Ne cito solo un paio. Nel 1981 si avvia la separazione tra Banca d’Italia e Ministero del tesoro. Qualcuno ricorderà la lite delle comari”, questo è il nome giornalistico dello scontro politico che, nel 1982, oppose il ministro del tesoro Beniamino Andreatta al ministro delle finanze Rino Formica. Altro che questione da comari,  si trattava dell’avvio della cessione della sovranità monetaria che inizia a palesarsi proprio in quegli anni con l’adesione allo SME. Al principio degli anni ’90 il pentapartito si trasforma in quadripartito (con l’uscita dei repubblicani) ed i governi lavorano alle privatizzazioni, smantellando l’industria pubblica italiana. Dopo aver occupato ogni poltrona (collocando spesso portaborse inadeguati) i partiti giustificano la scelta per l’inefficienza delle aziende che, in realtà, rappresentano un patrimonio unico a livello mondiale. Draghi conosce molto bene quanto è stato smantellato, per il ruolo dell’epoca. Fermiamoci qui.

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FUORI DALL’UNIONE EUROPEA: UN’UTOPIA RAGIONEVOLE

Cosa ha fatti l’Unione Europea per affrontare la crisi sanitaria globale iniziata il 31 gennaio scorso?  Gli amanti del fact checking possono documentarsi qui:

https://www.consilium.europa.eu/it/meetings/european-council/2020/03/10/

https://www.consilium.europa.eu/it/meetings/european-council/2020/03/17/

https://www.consilium.europa.eu/it/meetings/european-council/2020/03/26/

https://www.consilium.europa.eu/it/meetings/european-council/2020/04/23/

In buona sostanza, l’Unione Europea è rimasta pressoché indifferente lasciando carta bianca ad ogni Stato membro di indicare la propria terapia per fronteggiare una crisi inizialmente sanitaria che ora è diventata economica e sociale. Peccato che per scrivere sulla carta occorre l’inchiostro che si chiama sovranità politica, fiscale e monetaria.

Soltanto al termine delle misure restrittive, il 28 maggio la Commissione Europea ha proposto (non avendo alcun potere decisionale in merito) il Recovery Plan ed il Next Generation EU.

Next Generation EU reperirà risorse finanziarie grazie all’innalzamento temporaneo del massimale delle risorse proprie al 2,00 % del reddito nazionale lordo dell’UE, il che consentirà alla Commissione, forte del suo elevato rating creditizio, di contrarre sui mercati finanziari prestiti per 750 miliardi di €.

https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_20_940

Tutto chiaro, vero? prestiti per 750 miliardi.

Insomma, l’unica via è quella dell’indebitamento. Non c’è altra soluzione al dramma dei cittadini europei che aumentare il loro debito nei confronti del sistema creditizio. E allora a cosa serve la moneta, se tutto può esser fatto solo a debito?

L’Unione Europea è non solo inadeguata ma anche oppressiva. Lo intuì nel 1951 Alcide De Gasperi in un discorso profetico al Consiglio d’Europa.

Ho trovato quindi doveroso avviare una seria riflessione se, dopo trent’anni di questa sovrastruttura, sia opportuno continuare ad alimentarla. Consiglio Europeo, Consiglio dell’UE, Eurogruppo, organi e strutture che si moltiplicano tra Bruxelles e Strasburgo e dove si decidono le sorti di ogni settore pubblico e privato, economico e sociale, dei Paesi che ne sono sottomessi.

Per questo ho redatto e firmato il testo della legge d’iniziativa popolare per indire un Referendum d’indirizzo sul recesso dall’Unione Europea. Uscire dalla UE potrebbe apparire una utopia. E’ certamente un percorso lungo e complesso perché il nostro ordinamento giuridico è ormai UEterodiretto. Tuttavia è l’unica scelta ragionevole se davvero vogliamo pensare alle Next Generation IT.

Contattami pure se vuoi partecipare alla raccolta delle 50.000 firme necessarie per presentare la proposta in Parlamento.

 

L’EUROPA DEVE USCIRE DALL’UNIONE EUROPEA. LA SFIDA PARTE DA ROMA.

Questo il testo del comunicato pubblicato oggi. Confido nel sostegno degli amici per questa nuova iniziativa che è tanto importante quanto difficile.

* * *

Mercoledì 27 maggio alle ore 10 una delegazione di promotori della fondazione del nuovo soggetto politico depositerà presso la Corte di Cassazione il progetto di legge costituzionale d’iniziativa popolare dal titolo “Indizione di un referendum di indirizzo sul recesso dello Stato dall’Unione Europea”. Si tratta di un’iniziativa a lungo studiata con esperti ed accademici, che rappresenta il primo passo per la riconquista della sovranità politica, fiscale e monetaria. Liberarsi da questa Unione Europa è assolutamente necessario per consentire un nuovo Rinascimento dell’Italia, culla della cultura e protagonista della storia. L’iniziativa è sostenuta anche dall’on. Vittorio Sgarbi. A margine del deposito saranno rilasciate dichiarazioni alla stampa.

Il progetto ripercorre in senso inverso quanto avvenuto con l’iniziativa popolare del Movimento Federalista Europeo e la successiva approvazione della legge costituzionale n. 2 del 1989 che fece apparire la costituzione dell’Unione Europa una libera scelta degli italiani nell’unico referendum d’indirizzo della storia repubblicana.

A seguito degli adempimenti tecnici, sarà avviata la raccolta di firme che vedrà come protagonisti tutti gli amministratori locali, sindaci e consiglieri comunali dei 7.904 comuni, abbandonati dal Governo durante l’emergenza sanitaria e già messi alle corde dai vincoli europei sui bilanci degli enti locali a partire dal 1999 con il Patto di stabilità interno e dal 2013 con l’equilibrio di bilancio figlio del Fiscal Compact. I Comuni hanno lentamente perso la capacità di spesa per erogare servizi essenziali ai cittadini. Lasciati soli dal Governo ad affrontare la crisi sanitaria del Covid-19, gli amministratori locali avranno un ruolo fondamentale per riportare la sovranità politica, fiscale e monetaria in una Italia libera e forte.

Successivamente al deposito in Cassazione, sarà costituito il comitato promotore “Libera l’Europa – UExit” con la partecipazione di rappresentanti di gruppi, associazioni, comitati e movimenti che vorranno essere protagonisti dell’iniziativa mettendosi in contatto con il dott. Gian Luca Proietti Toppi e l’avv. Daniele Ricciardi, coordinatori della delegazione dei firmatari.

Per informazioni e accrediti contattare i recapiti in calce.

 

Telefono: +39 06 94810359
Mobile: +39 328 0393216
Mobile: +39 338 8306683

DOPO LA RIFLESSIONE …

In questi giorni riflettevo che lo stato di emergenza di sei mesi dichiarato dal governo il 31 gennaio rende scontata qualsiasi battuta, commento, critica, osservazione o giudizio. Siamo in milioni collegati ai social network, senza le nostre “abitudini”: Così Giuseppe Conte ha più volte ribattezzato i diritti e le libertà fondamentali costituzionali nella conferenza facebook della notte del 20 marzo che ha prodotto l’unico risultato di incrementare il numero di follower della sua pagina con 400.000 nuovi utenti. Anche la mi analisi critica sulla crisi sanitaria e sulle colpe del Governo è sostanzialmente riportata in decide di articoli e post disseminati nella rete.

Sono poi centinaia di migliaia gli italiani che usano il web ed i social come “sfogatoio di massa” per lamentare il proprio disagio, mentre il mainstream (tv e quotidiani) ci continua a mettere davanti i nostri morti. Ieri abbiamo superato il picco di decessi dell’influenza grave del 2019 ma non per questo siamo tutti spacciati. Anzi.

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RIFLESSIONI CRITICHE SUL COVID-19 AL 20 MARZO 2020

Ripetere come un mantra #andràtuttobene non cambia il presente, né tantomeno il futuro del nostro paese. Dopo quasi due mesi dalla presenza del virus in Italia occorre fare qualche critica riflessione senza essere accusati di lesa maestà nei confronti di una classe politica che, giorno dopo giorno, ha ridotto e poi cancellato i diritti e le libertà fondamentali della Carta costituzionale con una serie di provvedimenti governativi, di diversa natura, sui quali non è stato consentito nessun confronto parlamentare.

Dal 30 gennaio, data in cui un tampone ha rilevato il Covid-19 in due turisti cinesi ricoverati allo Spallanzani di Roma, prima in terapia intensiva e poi guariti, #RESTATEACASA risulta un ordine di guerra incomprensibile per i trenta abitanti del comune di Monterone (Lecco), situato in posizione molto isolata ai piedi del Monte Resegone, in un territorio di boschi in cui si possono percorrere magnifici sentieri. Perché Monterone? Lo spiegherò a breve.

L’analisi della situazione

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