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UNA POLIZZA PER ROMA

Ieri sera ero con un gruppo di illustri amici a ragionare nuovamente di politica e non ho avuto il tempo di concentrare le mie attenzioni sulle notizie di stampa relative all’interrogatorio di Virginia Raggi. Così apprendo solo questa mattina della esistenza di una polizza vita in suo favore sottoscritta da Salvatore Romeo, suo primo collaboratore fino all’arresto di Raffaele Marra. In un movimento in cui il leader si fa chiamare garante il fatto che vi siano polizze e garanzie non mi stupisce. 

Tuttavia non penso sia corretto esprimermi sulle vicende su cui sta indagando la magistratura e fino a quel momento ritengo che Virginia Raggi sia innocente, ma soprattutto vittima ingenua di un nuovo sistema di potere che ha l’unico obiettivo di raggiungere il controllo politico seguendo la logica de “il fine giustifica i mezzi”. 

Chi ha avuto modo di frequentare in questi anni l’Assemblea Capitolina sa molto bene che la prima cittadina, per quanto si presentasse volitiva e determinata, non era a capo del movimento capitolino che, anche Roma, si caratterizzava per avere vertici non eletti (come Grillo e Casaleggio). Il racconto di tanti fuoriusciti dall’ambiente pentastellato indica alcuni nomi che non si sono ancora mai letti sui giornali.

Ciò che più preoccupa non è tanto la polizza di Romeo per la sua sindaca, quanto che, ancora una volta e dopo gli scontrini di Marino, l’opinione pubblica sia costretta a concentrarsi sulle vicende personali di una classe politica inadeguata anzichè sulle soluzioni di una grave crisi morale, istituzionale e amministrativa in cui versa la capitale d’Italia dai tempi di Francesco Rutelli.

La buona volontà di alcuni nuovi amministratori non ha certamente risolto i gravissimi problemi emergenziali della città che Matteo Renzi ha scelto nel novembre 2015 come cartina di tornasole per mostrare l’incapacità grillina di governare e contrastare la scesa di Beppe Grillo a Palazzo Chigi nel 2018.

In tutto questo rincorrersi di gossip su messaggi whatzup a chi interessa davvero la sorte di Roma?

Mi sta venendo in mente che forse ai romani che amano la propria città non resta altro che stipulare una polizza a beneficio di Roma in questo doloroso calvario. Un gesto d’amore per la propria città, consapevoli che il modo in cui è ammnistrata sta mettendo a rischio la vivibilità soprattutto dei più deboli. Se dovessimo morire di crepacuore almeno qualcosa tornerà nelle vuote casse comunali.

IL DISCORSO DI DONALD A CHI FA PAURA?

​Ho appena finito di vedere il discorso Donald Trump. Non trovo colpa in lui, nonostante molti vip non abbiano voluto partecipare alla  cerimonia per il suo giuramento del 45° Presidente degli Stati Uniti d’America.

January 20th, 2017 will be remembered as the day the people became the rulers of this nation again. Qualsiasi elettore vorrebbe sentirlo dire, e troppo spesso, l’ha inutilmente sentito dai propri governanti.

We are one nation and their pain is our pain. Their dreams are our dreams. And their success will be our success. We share one heart, one home, and one glorious destiny. È il senso di appartenenza, da noi purtroppo smarrito, a legare da sempre negli obiettivi economici e politici gli Americani. Anche noi dovremmo ricostruirlo.

From this day forward, a new vision will govern our land. From this day forward, it’s going to be only America first, America first. Non ha detto “America only”, ma una giusta preferenza che ogni governante dovrebbe dare al popolo che rappresenta.

There should be no fear. We are protected and we will always be protected. We will be protected by the great men and women of our military and law enforcement. And most importantly, we will be protected by God. Parole molto simili pronunciate da Papa Francesco alla giornata mondiale della gioventù a Rio de Janeiro: andate senza paura per servire!

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… Non è mai troppo tardi!

Dovendo ricostruire il sito dopo la perdita di tutti i contenuti del mio blog personale danielericciardi.net e della pagina professionale ricciardilex.it, era necessario indicare il solito sottotitolo richiesto dal tema dello sfondo.

Il mio primo sito, quello professionale nato nel 2007, aveva come motto: “tutto è possibile … ma non tutto è lecito“, preso liberamente in prestito da San Paolo il quale, in verità, ha scritto ai Corinti: «Tutto è lecito!». Ma non tutto è utile! «Tutto è lecito!». Ma non tutto edifica». (1Cor 10,23). Per un professionista del diritto ci sono sempre più strade che si possono suggerire, ma non tutte sono conformi alle regole. Il blog personale avviato nel 2013 con lo scopo di condividere l’impegno civile e politico ricordava che “… non è mai troppo tardi!“, riproponendo lo slogan di un’intensa attività per la risoluzione delle questioni urbanistiche di Cecchignola Sud, quartiere nella periferia sud di Roma.

In questi ultimi anni l’attività professionale è stata in buona parte dedicata a promuovere la trasparenza nella pubblica amministrazione. E non nascondo che avrei volentieri scopiazzato “legalità e trasparenza”, pronunciato da Virginia Raggi la notte della sua elezione a Sindaco di Roma. In effetti credo che questo slogan mi rappresenti, anche se “…non è mai troppo tardi!” calza a pennello per riprendere la condivisione di riflessioni (attraverso il blog) ed attività professionali (con commenti, articoli e pubblicazioni).

E poi è molto simile al titolo di questa bella canzone di un artista che stimo molto per dedizione, passione e umiltà, Marco Ligabue conosciuto promuovendo l’evento #Romaniperbene per le vittime di Mafia Capitale nel novembre 2015. Purtroppo anche di quello il web non ha mantenuto traccia, ma grazie a Dio i ricordi non si cancellano e le amicizie sane si coltivano.

Dedicata a coloro che hanno ancora il piacere di leggermi e commentarmi.