IL GOVERNO VA SOTTO MA NESSUNO URLA DIMISSIONI

La politica a volte è priva di logica, almeno così sembra. Negli anni abbiamo sempre sentito urlare “dimissioni, dimissioni!” ogni qualvolta un disegno di legge del Governo veniva bocciato, in tutto od in parte, da un ramo del Parlamento. L’ultimo a subire questa contestazione è stato Giuseppe Conte, già (mai) leader dei pentastellati.

Ieri il Governo ha subito due bocciature su altrettanti emendamenti proposti dalla Lega e relativi al nuovo provvedimento sullo stato di emergenza che, è bene ricordarlo, in Italia vige dal 31 gennaio 2020. Due anni di emergenza e di deroga alla carta costituzionale, ormai carta straccia per gran parte delle forze politiche. Continua a leggere

IL PRINCIPE DEL FORO

Dopo un paio d’anni oggi ritorno in un’udienza nel Tribunale di Roma. Ricordo quando muovevo i primi passi da praticante del prestigioso studio Guerra-Piga per notificare citazioni, chiedere copie o ritirare fascicoli. Per una causa molto rilevante ricordo di aver dovuto depositare il fascicolo di parte ricorrendo ad una valigia extra-large, facendo spola tra la mia Polo e la Cancelleria. Il Tribunale mi ha poi deluso per vicende molto personali nel 2007 e da allora preferisco qualificarmi consulente legale o docente e formatore piuttosto che avvocato.

Oggi sono qui per un processo al quale non potevo mancare.

Se qualcuno mi considera un buon avvocato, avendo comunque in questi anni continuato ad esercitare la professione forense per assistere clienti con i quali è poi sorto un rapporto di amicizia, è esclusivamente grazie a Marcello Piga, mio maestro che mi accolse nel 1999 nel suo studio con una pacca sulla spalla ed un bel “nisciun nasce imparato“, pronunciato con il suo accento marcatamente romano.

Negli ultimi anni della straordinaria carriera Marcello Piga mi ha insegnato da subito che solo lo scrupolo ed il metodo consentono di avere successo in una professione che dagli anni ’90 in poi ha perso lustro. Si dice che al MIT, rinomato istituto di ricerca americano, usino gli avvocati al posto delle cavie, perché ci si affeziona di meno. Tra i racconti di una professione che non c’è più ed i fascicoli di piccole controversie o grandi arbitrati Marcello mi ha insegnato non solo la consecutio temporum nello scrivere un atto, ma anche la gestione di una telefonata o di una riunione. Una scuola speciale per un giovane praticante avvocato che non aveva nessuna  esperienza familiare alle spalle.

Oggi sono in Tribunale, contento per ciò che ho imparato ma impaurito come il primo giorno, perché la giustizia giusta è spesso solo quella divina. Non ho voglia di pensare alla causa che sto affrontando, già mi sono preparato bene con scrupolo e metodo. Ora voglio solo ricordare Marcello nato il 6 maggio 1930 e salito in cielo il 1 ottobre 2021. Ed a lui ed alla sua famiglia ho dedicato, al momento della notizia della scomparsa, queste poche righe.

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DALL’ANAC SOLO UNA CHECK LIST PER GESTIRE LA BUROCRAZIA?

Con gli orientamenti per la pianificazione anticorruzione e trasparenza, documento adottato dal Consiglio dell’Autorità il 2 febbraio 2022, l’ANAC ha rinnovato l’invito ad una piena attuazione del PNA 2019, fornendo spunti per una organizzazione ed un’attività realmente orientata all’integrità ed al contrasto alla maladministration. A ben vedere si tratta di un buon vademecum operativo sugli adempimenti che riguardano la scelta del responsabile anticorruzione e delle misure di trattamento del rischio. Nulla di più, in attesa delle linee guida sul Piano Integrato delle attività e dell’organizzazione PIAO, che ha differito il termine di emanazione del Piano triennale di prevenzione della corruzione e della trasparenza

Sono ben lontani i tempi in cui l’Autorità aveva autorevolezza con la presidenza (e la presenza mediatica) di Raffaele Cantone, oggi procuratore capo di Perugia. Tempi in cui le amministrazioni soggette alla legge Severino erano più preoccupate degli adempimenti  su anticorruzione e trasparenza  imposti dalla normativa e dai Piani Nazionali, che dall’essere carenti nell’integrità dei processi organizzativi e nei comportamenti del personale. Tempi in cui veniva deciso di mettere un magistrato inquirente a capo dell’autorità indipendente per la amministrazione. Continua a leggere

5 STELLE CADENTI OVVERO UN ASTEROIDE CHE DISTRUGGE MILIONI DI VOTI

Il mio primo contatto con il Movimento 5 Stelle è nato nel dicembre 2013 da un commento  che Daniele Frongia, il quale poi diverrà  Vice Sindaco ed Assessore allo Sport della Giunta Raggi, ha lasciato sul blog del quartiere di Cecchignola Sud.

Più intensi furono i contatti nel 2014  quando proprio  Virginia Raggi mi ha invitato alle riunioni del meet-up romano. Senza successo ho ricambiato l’invito organizzando le  cene dei poteri deboli del laboratorio RICETTEXROMA, tirato su con Rossella Guarino, Sergio Spila, Giuseppe Celano, Massimo Antonini e tanti altri amici. Ricordo anche  nel 2015 che il consigliere Marcello De Vito, ex Presidente dell’Assemblea Capitolina, si è messo a disposizione con un accesso agli atti urgente affinché mi fosse consegnata la registrazione della giornata della trasparenza. con un mio intervento abbastanza duro nei confronti dell’amministrazione di Marino. Era il dicembre 2015 e mi preparavo, per la seconda volta, ad una campagna elettorale cittadina, poi interrotta da vicende familiari.

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RENZI CHI? LA FINE DEL NUOVO CENTRO …

Qualche giorno fa Matteo Renzi ha fatto dichiarazioni da teoria del complotto. Riguardo all’elezione di Elisabetta Belloni a Capo dello Stato ha infatti denunciato che  “Solo in un Paese anti-democratico il capo dei servizi segreti diventa presidente della Repubblica”. Credo che in pochi si fidino di Matteo, il quale si impossessò del PD con una scalata straordinaria che lo portò da Sindaco di Firenze a Presidente del Consiglio dei Ministri nel marzo 2014.

Renzi è una volpe della politica,  sempre attento nella comunicazione come l’altro Matteo. Entrambi hanno scalato la politica italiana ma con ambizioni diverse. Salvini si pone come leader del centrodestra, nonostante la concorrenza di Giorgia Meloni, mentre Renzi confidava – grazie alla legge elettorale proporzionale – di essere ago della bilancia alle prossime elezioni politiche. Continua a leggere

IL BRANCO DEL ROMA VOLLEY FANS CLUB

Da qualche anno ho scoperto una mia antica passione: la pallavolo, uno sport praticato da ragazzo e ripreso solo da qualche tempo giocando in una squadra amatoriale. Per rinfrescarmi gli schemi di gioco, tutt’altro che semplici, ho iniziato così a seguire le partite in tv, prima le gare maschili poi quelle femminili. La pallavolo femminile è molto più divertente in quanto gli scambi durano più a lungo rispetto alle partite di Zaytsev e compagni.

E così che mi sono imbattuto nella Roma Volley che militava nel campionato di serie A2 e che mi ha fatto diventare per la prima volta un tifoso da curva. Infatti, dopo uno straordinario campionato, la società, guidata con passione e capacità da Roberto Mignemi e Pietro Mele, ha raggiunto una storia promozione nel massimo campionato di A1. Nel dicembre scorso i dirigenti mi hanno chiesto di organizzare la tifoseria. Un impegno diventato quasi un lavoro che ha trovato la collaborazione di decine di appassionati. Continua a leggere

ELEZIONE DI MATTARELLA: W LA COSTITUZIONE!

 
L’elezione del secondo mandato al medesimo Presidente, per la seconda volta, dimostra che in Italia da tempo ci sono due Carte costituzionali.
 
Una Costituzione “sostanziale” ed una “formale”. La prima prevale sulla seconda, cioè su quella che fu il risultato del sacrificio umano, politico e spirituale dei nostri padri fondatori. Tutti i politici si richiamano alla Costituzione “formale”, ma poi al dunque applicano quella “sostanziale”. Si tratta di un patto segreto, in cui non vi è traccia dei diritti e libertà fondamentali e dove le regole per l’attribuzione dei ruoli non si fondano sul merito e sul lavoro.
 
Tuttavia un altro dato emerge chiaro dalla votazione: dovevano esserci 1.009 grandi elettori ma Mattarella è stato votato solo da 983 presenti, ottenendo il 759 voti pari al 75,2%. Difficile dire perché 26 aventi diritto al voto erano assenti in un momento così delicato per le sorti del paese. Più facile comprendere però che Mattarella non ha avuto la fiducia di 250 uomini politici (deputati, senatori ed altri grandi elettori).

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UNA SCHEDA BIANCA PER L’ELEZIONE DEL CAPO DELLO STATO

A breve ci saranno le elezioni del Capo dello stato, in un momento in cui è sotto gli occhi di tutti che le restrizioni della pandemia stanno limitando ancor di più del 2020 le libertà ed i diritti costituzionali e che il malessere è diffuso nel popolo italiano. Inutile star qui ad interpretare i fatti del passato. Ciò che è stato, è stato.

I parlamentari italiani avranno una grande responsabilità nel votare il successore di Mattarella, un nuovo presidente della Repubblica che deve rappresentare il popolo ed essere garante della Costituzione.

Ai politici che tanto dicono di amare la nostra patria suggerisco di votare scheda bianca. E’ vero, il bianco è il colore della resa, la famosa bandiera bianca. Ma è anche il colore della possibilità di cambiare. Non si dice infatti: hai carta bianca?

Sulla carta bianca di può scrivere un nuovo nome, una nuova storia. Lasciate che lo indichi il popolo italiano.

GOVERNO DRAGHI AL VIA: ASPETTIAMO IL PROGRAMMA

Il Governo a guida Mario Draghi ha giurato e nelle prossime ore si presenterà alle Camere per ottenere la fiducia del Parlamento. Si tratta di una vittoria del Presidente della Repubblica il quale, ancora una volta pur di non consegnare la parola al popolo, è riuscito a mettere d’accordo tutti. Una capacità che in politica è ormai rara e che certamente è stata acquisita nella sua militanza nella Democrazia Cristiana. In effetti, l’ampia maggioranza che sostiene questo nuovo Governo della XVIII legislatura assomiglia molto al Pentapartito che negli anni ’80 ha gestito il potere in Italia.

All’epoca, Democrazia Cristiana, Partito Socialista, Partito Socialdemocratico, Partito Repubblicano e Partito Liberale presero decisioni molto importanti che hanno cambiato la storia del nostro paese. Ne cito solo un paio. Nel 1981 si avvia la separazione tra Banca d’Italia e Ministero del tesoro. Qualcuno ricorderà la lite delle comari”, questo è il nome giornalistico dello scontro politico che, nel 1982, oppose il ministro del tesoro Beniamino Andreatta al ministro delle finanze Rino Formica. Altro che questione da comari,  si trattava dell’avvio della cessione della sovranità monetaria che inizia a palesarsi proprio in quegli anni con l’adesione allo SME. Al principio degli anni ’90 il pentapartito si trasforma in quadripartito (con l’uscita dei repubblicani) ed i governi lavorano alle privatizzazioni, smantellando l’industria pubblica italiana. Dopo aver occupato ogni poltrona (collocando spesso portaborse inadeguati) i partiti giustificano la scelta per l’inefficienza delle aziende che, in realtà, rappresentano un patrimonio unico a livello mondiale. Draghi conosce molto bene quanto è stato smantellato, per il ruolo dell’epoca. Fermiamoci qui.

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FUORI DALL’UNIONE EUROPEA: UN’UTOPIA RAGIONEVOLE

Cosa ha fatti l’Unione Europea per affrontare la crisi sanitaria globale iniziata il 31 gennaio scorso?  Gli amanti del fact checking possono documentarsi qui:

https://www.consilium.europa.eu/it/meetings/european-council/2020/03/10/

https://www.consilium.europa.eu/it/meetings/european-council/2020/03/17/

https://www.consilium.europa.eu/it/meetings/european-council/2020/03/26/

https://www.consilium.europa.eu/it/meetings/european-council/2020/04/23/

In buona sostanza, l’Unione Europea è rimasta pressoché indifferente lasciando carta bianca ad ogni Stato membro di indicare la propria terapia per fronteggiare una crisi inizialmente sanitaria che ora è diventata economica e sociale. Peccato che per scrivere sulla carta occorre l’inchiostro che si chiama sovranità politica, fiscale e monetaria.

Soltanto al termine delle misure restrittive, il 28 maggio la Commissione Europea ha proposto (non avendo alcun potere decisionale in merito) il Recovery Plan ed il Next Generation EU.

Next Generation EU reperirà risorse finanziarie grazie all’innalzamento temporaneo del massimale delle risorse proprie al 2,00 % del reddito nazionale lordo dell’UE, il che consentirà alla Commissione, forte del suo elevato rating creditizio, di contrarre sui mercati finanziari prestiti per 750 miliardi di €.

https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_20_940

Tutto chiaro, vero? prestiti per 750 miliardi.

Insomma, l’unica via è quella dell’indebitamento. Non c’è altra soluzione al dramma dei cittadini europei che aumentare il loro debito nei confronti del sistema creditizio. E allora a cosa serve la moneta, se tutto può esser fatto solo a debito?

L’Unione Europea è non solo inadeguata ma anche oppressiva. Lo intuì nel 1951 Alcide De Gasperi in un discorso profetico al Consiglio d’Europa.

Ho trovato quindi doveroso avviare una seria riflessione se, dopo trent’anni di questa sovrastruttura, sia opportuno continuare ad alimentarla. Consiglio Europeo, Consiglio dell’UE, Eurogruppo, organi e strutture che si moltiplicano tra Bruxelles e Strasburgo e dove si decidono le sorti di ogni settore pubblico e privato, economico e sociale, dei Paesi che ne sono sottomessi.

Per questo ho redatto e firmato il testo della legge d’iniziativa popolare per indire un Referendum d’indirizzo sul recesso dall’Unione Europea. Uscire dalla UE potrebbe apparire una utopia. E’ certamente un percorso lungo e complesso perché il nostro ordinamento giuridico è ormai UEterodiretto. Tuttavia è l’unica scelta ragionevole se davvero vogliamo pensare alle Next Generation IT.

Contattami pure se vuoi partecipare alla raccolta delle 50.000 firme necessarie per presentare la proposta in Parlamento.